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DESCRIPTION:Vito Venezia – pianoforte \nRisulta estremamente interessante\, all’interno della lettura pianistica\, il ricorso di Robert Schumann al Carnevale\, quale spazio descrittivo delle peculiarità caratteriali delle maschere e\, allo stesso tempo\, espressivo delle parti che costituiscono l‟impalcatura psichica di ciascun individuo.\nGià attraverso le figure cardine di Florestano ed Eusebio\, Schumann tenta di tracciare una divisione tra la parte affettiva e quella pulsionale\, ma è attraverso la miriade di maschere a cui ricorre che gli attori si moltiplicano e trovano un volto.\nEcco\, quindi\, che ciascuna maschera non è strumento di copertura della vera identità\, ma diviene mezzo comunicativo di una parte autentica tra tutte le parti che strutturano il vero sé. \nProgramma \nCarnaval\, op 9 Scènes mignonnes sur quatre notes per pianofort\nPréambule – Quasi maestoso\nPierrot – Moderato\nArlequin – Vivo\nValse noble – Un poco maestoso\nEusebius – Adagio\nFlorestan – Passionato\nCoquette – Vivo\nReplique – L’istesso tempo\nSphinxes\nPapillons – Prestissimo\nA.S.C.H.-S.C.H.A. (Lettres dansantes) – Presto\nChiarina – passionato\nChopin – Agitato\nEstrella – Con affetto\nReconnaissance – Animato\nPantalon et Colombine – Presto\nValse allemande – Molto vivace\nIntermezzo: Paganini – Presto\nAveu – passionato\nPromenade – Con moto\nPause – Vivo\, precipitandosi\nMarche des «Davidsbündler» contre les Philistins\n– Non allegro \nFaschingsswank aus Wien op. 26 \nAllegro. Sehr lebhaft\nRomanze. Ziemlich langsam\nScherzino\nIntermezzo. Mit grosster Energie\nFinale. Hochst lebhaft \nRobert Schumann\nRobert Schumann\, il rappresentante più emblematico del romanticismo musicale\, nacque in Sassonia\, a Zwickau\, nel 1810. In lui\, durante l‟adolescenza\, coabitarono due vocazioni distinte ma di uguale intensità\, quella musicale e quella poetico-letteraria.\nA metà degli anni Venti\, pur proseguendo lo studio del pianoforte\, che sarebbe poi diventato la sua „voce‟ prevalente\, Schumann scrisse alcune poesie e un romanzo\, e si dedicò alla lettura di poeti e scrittori romantici\, come Friedrich Schiller e Johann Paul Friedrich Richter.\nIntorno agli anni Trenta\, la vocazione musicale prese deciso sopravvento: Schumann abbandonò il corso universitario di giurisprudenza e si dedicò con intensa assiduità allo studio della composizione e del pianoforte a Lipsia\, sotto la guida di Friedrick Wieck\, padre di una pianista eccellente\, Clara\, destinata a diventare sua moglie.\nIl romanticismo di Schumann era di una forte tempra\, costituzionalmente ben diversa dall’uso banalizzato in cui il termine romantico è caduto nel linguaggio corrente. Quando decise definitivamente di volgere la propria vocazione creativa alla musica\, Schumann affidò da subito al pianoforte le sue ‘voci’ più intime e personali: Florestano ed Eusebio. Queste voci erano intrise della matrice poetica del suo pensiero\, delle sue inclinazioni intellettuali e mentali\, come emerge già dalla scelta dei primi titoli\, ispirati dall‟immaginario naturalistico o da personaggi derivati dalla narrativa e dalla favolistica scenico-teatrale.\nNel 1854 la follia di Schumann esplose\, conducendolo a un tentativo di suicidio nelle acque del Reno. Ricoverato presso Bonn in una clinica per malattie mentali\, vi morì due anni dopo\, nel 1856\, attorniato dalla moglie Clara e da altri amici. \nVito Venezia\, dopo essere stato insignito del Premio “Giuseppe Sinopoli” 2012 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano\, nel 2013 Vito Venezia ha ricevuto il Premio “Maestro Yang Yun” dall’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” in occasione degli Imola International Piano Awards. Nel 2017 gli è stato\nconferito dalla Scuola di Musica di Fiesole il Premio “Giuliano Valori”.\nÈ ospite di importanti Stagioni e Sale concertistiche\, fra cui l‟Auditorium Parco della Musica di Roma\, il Mantova Chamber Music Festival\, il Festival dei Due Mondi di Spoleto\, la Real Academia de España en Roma\, la Stagione “Il bello da sentire” presso i Musei Vaticani\, i concerti dell’Associazione “Dino Ciani” di Milano\, la Europäische Akademie für Musik und Darstellende kunst Montepulciano\, Villa Medici Giulini di Briosco\, il Festival Pianistico Internazionale “Piano Solo” di Salerno e il Festival Zit di Zürich.\nSue registrazioni sono state trasmesse da Radio Vaticana\, Rai Radio3 e dall‟Euroclassical Online Festival.\nDal 2016\, la Fondazione Monini gli ha affidato l‟incarico di consulente artistico del Festival “Musica da Casa Menotti”.\nNato a Matera nel 1988\, Vito Venezia si è diplomato con dieci\, lode e menzione d‟onore presso il Conservatorio Statale di Musica “E. R. Duni” di Matera\, sotto la guida di Vincenzo De Filpo. Successivamente\, presso l‟Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma\, si è perfezionato in pianoforte con Sergio Perticaroli e Stefano Fiuzzi\, e in musica da camera con Carlo Fabiano. Presso la Scuola di Musica di Fiesole\, dal 2009 al 2015\, ha studiato con Tiziano Mealli e\, dal 2015 al 2017\, ha seguito il Corso di Perfezionamento tenuto da Pietro De Maria. Ha seguito Corsi di Perfezionamento tenuti da Aldo Ciccolini\, Pier Narciso Masi\, Andrea Lucchesini\, Piero Rattalino\, Franco Scala\, Jin Ju\, Luigi Piovano e Ricardo Castro. \n
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