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SUMMARY:L’occhio indiscreto di Francesco Carlo Crispolti
DESCRIPTION:Nei luoghi dove tutto ebbe inizio\, Casa Menotti\, la mostra dedicata a Luchino Visconti (Milano\, 2 novembre 1906\, Roma\, 17 marzo 1976) presenta alcuni scatti fotografici realizzati durante le prove de La Traviata da lui diretta al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1963.\nSono immagini nate in un’epoca in cui le macchine fotografiche erano interamente meccaniche e ogni scatto\, con il suo rumore secco\, rompeva il silenzio delle prove come un piccolo tuono. In quel contesto Francesco Carlo Crispolti riuscì a cogliere diversi momenti delle prove al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. Dopo pochi giorni\, precisamente il 20 giugno\, sarebbe andata in scena la prima.\nI negativi di queste fotografie sono rimasti per oltre sessant’anni nei fogli portanegativi\, senza mai essere stampati e quindi del tutto inediti. Al momento della loro digitalizzazione\, effettuata con tecnologie contemporanee\, intelligenza artificiale compresa\, ho scelto consapevolmente di non intervenire sulle immagini: le stampe appaiono così come il negativo le ha conservate nel tempo. L’unico elemento tecnologicamente attuale è il supporto di stampa adottato\, il forex.\nNegli scatti\, probabilmente realizzati dal basso durante le prove pomeridiane\, compaiono il cast artistico\, Franca Fabbri\, Franco Bonisolli\, Mario Basiola\, insieme al direttore d’orchestra Carlo Felice Cillario\, ai comprimari e alle comparse.\nSi tratta di fotografie scattate senza una ricerca formale dell’inquadratura\, rapide catturare di attimi irripetibili: la pausa caffè di Visconti\, le sue indicazioni agli interpreti\, i gesti e le mani del direttore Cillario. Momenti suggestivi e autentici di un’epoca in cui i rullini contenevano soltanto 36 pose e ogni scatto doveva essere pensato con attenzione e misura. Nella mostra è possibile visionare ingrandito\, il modo in cui Francesco Carlo Crispolti archiviava il materiale fotografico. \nScarica qui il catalogo \n
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SUMMARY:Guitar Atelier - Massimiliano Alloisio
DESCRIPTION:Massimiliano Alloisio: chitarra classica \nProgramma \nDivina (M. Alloisio)\nSouvenir Dance (M. Alloisio)\nOdeon (E. Nazareth)\nValse Venezolano 3 (A. Lauro)\nAsturias (I. Albeniz)\nSummer (M. Alloisio)\nRio Duende (M. Alloisio)\nBachianinha (P. Nogueira)\nLa Catedral Allegro Solenne (A. Barrios)\nTra Acqua e Stelle (M. Alloisio)\nGuitarrandom (M. Alloisio)\nLibertango (A. Piazzolla)\nAdios Nonino (A. Piazzolla)\nAlmeno Tu nell’Universo (B. Lauzi\, M. Fabrizio)\nMedley (L. Dalla\, C. Buarque de Hollanda\, Battisti\, De Andrè)\nMirage (M. Alloisio)\nCanarios\, Confini (G. Sanz\, M. Alloisio)\nNel Blu Dipinto di Blu (D. Modugno)\nWest Coast (M. Alloisio) \nMassimiliano Alloisio inizia gli studi di chitarra con il M° Franco Brambati\, seguendolo in numerosi concerti e lavori discografici con la partecipazione dei Solisti del Teatro La Scala di Milano. Collabora a livello concertistico e studia chitarra flamenca con il M° Juan Lorenzo\, partecipa inoltre a seminari coi Maestri Miguel Rivera\, José Postigo e Oscar Herrero. Segue corsi di perfezionamento nella chitarra classica contemporanea con il M° Maurizio Colonna e si laurea in Musicologia con indirizzo di Prassi Esecutiva e Didattica presso l’Università di Pavia. Svolge l’attività di interprete\, insegnante e compositore attraverso diverse collaborazioni live e discografiche tra cui il duo Suonovivo\, con Loris Stefanuto alle percussioni\, e il progetto cantautorale balcanico di Roberto Durkovic con cui consegue il Premio Suoni Oltre Confini di Amnesty International. Partecipa a numerosi Festival tra cui il Festival del Ticino\, Aosta Classica\, Piemonte in Musica\, Tastar de corda\, Festival di Spoleto Casa Menotti\, Musica in Quota ed è autore di single per radio RAI1\, RAI3 e SKY. Pubblica il suo testo didattico 10 Duetti Progressivi edito dalla casa editrice Sinfonica. Alcuni suoi brani sono stati trasmessi in diretta TV mondiale dalla RAI durante la Giornata Mondiale della Gioventù in Vaticano e La Bibbia Giorno e Notte (al cospetto dei Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). La sua composizione Rumba Loca viene premiata dalla Fondazione Estro Musicale\, collabora col Maestro Peppe Vessicchio e i solisti dell’ Orchestra di Alessandria per il Festival di Lavagnino\, in collaborazione c on A.I.N.S. Onlus realizza un tour in Guatemala incentrato su progetti educativi\, musicali e sociali\, si esibisce in duo col violinista Giorgio Pertusi nelle città di Hannover e Hildesheim invitato dal Consolato Generale d’ Italia in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica Italiana e da solista per l’Europa Fest ad Hannover e per il Brϋcke der Kulturen all’Open Air Festival der Vielfalt. E’ invitato al DKOS Celtic Connection Festival dove si esibisce presso la Royal Glasgow Concert Hall. \n
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SUMMARY:Notturni e Fantasie brillanti
DESCRIPTION:Il pianoforte romantico tra sogno e teatro \nIl recital si configura come un percorso che conduce il pubblico dalla dimensione intima e contemplativa dei Notturni – autentici quadri di poesia musicale – alla dimensione teatrale e virtuosistica delle grandi parafrasi operistiche. \nIn uno spazio come Casa Menotti\, questo dialogo tra introspezione e spettacolarità assume un significato particolarmente suggestivo\, trasformando il concerto in un’esperienza ravvicinata\, immersiva e condivisa. \nGiovanni Alvino: pianoforte \nProgramma \nJózef Nowakovsky – Ballade No. 1\, Op. 34\nCarl Czerny – Notturni\, Op. 368 (selezione: nn. 2\, 4\, 6\, 7)\nSydney Smith – Fantaisie Brillante sur “La Traviata”\, Op. 103\nCarl Czerny – Fantaisie Brillante sur “Le nozze di Figaro”\, Op. 493 \nGiovanni Alvino è un pianista di livello internazionale\, riconosciuto per la sua tecnica virtuosa\, sensibilità interpretativa e capacità di comunicare al pubblico l’essenza musicale di ogni opera. La sua attività comprende: \n\nRecital e concerti internazionali\, con programmi di alto profilo artistico;\nPrime esecuzioni in concerto e prime registrazioni dal vivo audio-video di opere rare o dimenticate\, come i Notturni Op. 368 di Czerny e il Concerto per pianoforte e orchestra di Alfonso Rendano;\nRiscoperta e valorizzazione del repertorio pianistico storico\, con approccio musicologico accurato;\nProgrammi coerenti e di grande attrattiva per il pubblico\, che combinano lirismo e virtuosismo;\nProduzione multimediale e documentazione\, utili alla promozione e alla valorizzazione dell’attività artistica.\n\n
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SUMMARY:Francesco Buffa - Ludwig van Beethoven\, Danze per pianoforte
DESCRIPTION:Francesco Buffa\, pianoforte \nParlare delle Danze per pianoforte di Beethoven significa entrare in un territorio spesso considerato “minore”\, ma in realtà preziosissimo per comprendere la nascita dello stile del grande compositore tedesco.\nSiamo abituati a pensare a Beethoven come al compositore titanico delle Sonate\, delle Sinfonie\, dei grandi drammi interiori. Eppure\, accanto a quel volto monumentale\, esiste un Beethoven più immediato\, più sociale\, profondamente radicato nella vita quotidiana della Vienna di fine Settecento. Le danze per pianoforte – Danze tedesche\, Ländler\, Minuetti\, Contredanse – nascono in questo contesto: musica destinata al ballo\, al salotto\, all’intrattenimento. Ma nelle sue mani anche la forma più semplice diventa terreno di invenzione.\nLe Danze tedesche o i Ländler sono dal punto di vista formale brevi brani\, spesso in forma bipartita o tripartita\, costruiti su schemi armonici relativamente semplici. Tuttavia Beethoven introduce già elementi che trasformano la funzione del pezzo. Il ritmo non è mai neutro: è energico\, a tratti quasi percussivo. Gli accenti sono spostati\, le dinamiche improvvisamente contrastate\, le modulazioni talvolta sorprendenti. In un genere nato per accompagnare il movimento del corpo\, Beethoven inserisce una tensione interna che costringe anche l’ascoltatore a “pensare” la danza\, non solo a seguirla.\nNei 12 Ländler WoO 11\, per esempio\, si percepisce un carattere rustico\, quasi popolare\, ma attraversato da una forza espressiva che supera la semplice funzione conviviale. L’ironia si alterna alla robustezza\, la semplicità melodica è spesso interrotta da armonie più ardite. È come se Beethoven prendesse la materia grezza della tradizione e la sottoponesse a un processo di intensificazione.\nLe Contredanse WoO 14 mostrano un ulteriore passo avanti. L’energia ritmica è travolgente\, il materiale tematico è incisivo e memorabile. Non a caso uno di questi temi sarà riutilizzato nel finale della Sinfonia n. 3 “Eroica”\, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore: un passaggio simbolico straordinario\, perché dimostra come un’idea nata in un contesto leggero possa diventare fondamento di un’opera monumentale. Questo ci dice qualcosa di essenziale: per Beethoven non esiste una gerarchia tra “alto” e “basso”.\nL’energia musicale è la stessa; cambia solo la cornice.\nAnche nei Minuetti si avverte il superamento del modello galante. Laddove la tradizione – da Joseph Haydn a Wolfgang Amadeus Mozart – aveva coltivato eleganza e misura\, Beethoven introduce una maggiore densità dinamica e una certa tensione drammatica. Il minuetto non è più solo gesto aristocratico: diventa spazio di contrasti\, di affermazione ritmica\, quasi di volontà.\nIl valore di queste danze\, dunque\, non sta soltanto nella loro piacevolezza o nella loro funzione storica. Sta nel fatto che rappresentano un laboratorio. Qui Beethoven sperimenta il rapporto tra accento e metro\, tra energia e forma breve\, tra tradizione popolare e ambizione artistica. È una musica che pulsa\, che vive\, che anticipa sviluppi futuri.\nPer l’interprete\, queste pagine sono una sfida sottile: richiedono chiarezza\, controllo dell’articolazione\, senso del tempo danzante ma anche consapevolezza della tensione interna. Se suonate con superficialità rischiano di apparire semplici miniature; se affrontate con intelligenza rivelano una sorprendente profondità.\nIn definitiva\, le Danze per pianoforte mostrano un Beethoven immerso nella realtà del suo tempo ma già proiettato oltre. Sono opere che dimostrano come anche nei generi più umili possa manifestarsi un genio capace di trasformare la funzione in arte\, il gesto quotidiano in espressione universale. \nPROGRAMMA \nLudwig van Beethoven\, Danze per pianoforte: \nMenuett WoO 82\nAllemande WoO 82\nZwölf Menuette WoO 7\nSechs Menuette WoO 10\nSieben Ländlerische Tänze WoO 11\nSechs Ländlerische Tänze WoO 15\nSechs Ecossaisen WoO 83 \nFrancesco Buffa ha studiato pianoforte presso il Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani\, dedicandosi con particolare interesse alla musica da camera e al repertorio per violino e pianoforte.\nÈ risultato vincitore di concorsi pianistici nazionali e internazionali\, distinguendosi per qualità interpretativa e sensibilità musicale.\nDurante gli anni di formazione ha partecipato a corsi di perfezionamento\, approfondendo le peculiarità della formazione cameristica. Parallelamente all’attività concertistica\, ha svolto anche attività didattica.\nNel 2009 ha fondato il Duo Elimo insieme al violinista Giovanni Cardillo.\nL’ensemble si distingue per energia interpretativa\, creatività e un repertorio che spazia dalla musica settecentesca alla contemporanea.\nIl Duo si è esibito in numerose città italiane ed estere. Diversi compositori hanno dedicato opere all’ensemble\, che ha inoltre presentato in prima esecuzione assoluta composizioni di autori contemporanei.\nProgetti discografici e attività artistica Nel 2018 ha inciso con il Duo Elimo il CD “Note scordate – Tre musicisti ebrei nella tempesta delle leggi razziali”\, progetto che ha dato vita a concerti e seminari dedicati alla memoria delle leggi razziali.\nSi è esibito in sedi prestigiose e presso Istituti Italiani di Cultura in Europa\, ed è stato invitato in più edizioni al Festival dei Due Mondi di Spoleto (2023\, 2024\, 2025). \n
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SUMMARY:Dialoghi in Musica: Tra Sogno e Realtà
DESCRIPTION:Daria Stachowicz: soprano\nFrancesco Bottigliero: pianoforte \nNella suggestiva cornice di Casa Menotti a Spoleto\, un appuntamento musicale esclusivo che celebra l’incontro tra la nuova creazione contemporanea e la grande tradizione lirica europea.\nIl programma si apre con la prima esecuzione assoluta di due cicli di liriche del Maestro Francesco Bottigliero: Sagesse\, su testi del simbolista francese Paul Verlaine\, e Sabbie Mobili\, su versi di Marilena De Gregorio. Queste nuove composizioni\, insieme all’Hommage a G. Fauré\, dialogano idealmente con le malinconiche atmosfere tardo-romantiche del compositore polacco Mieczysław Karłowicz.\nLa seconda parte della serata rende omaggio alla grande opera italiana\, nel centenario pucciniano\, con le celebri melodie di Giacomo Puccini (La Rondine\, Manon Lescaut)\, per concludersi con il brio teatrale di Gian Carlo Menotti\, in un tributo doveroso al genio che ha reso Spoleto un palcoscenico mondiale.\nUn viaggio sonoro tra Italia e Polonia\, dove la voce di Daria Stachowicz e il pianismo di Francesco Bottigliero danno vita a un racconto di rara sensibilità ed eleganza. \nProgramma \n1. F. Bottigliero: Sagesse – 3 liriche su testo di Paul Verlaine – prima esecuzione\nI – Le ciel est\, par-dessus le toit\nII – Un grand sommeil noir\nIII – Je ne sais pourquoi \n2. F. Bottigliero – Hommage a G. Fauré \n3. F. Bottigliero: Sabbie Mobili – 3 liriche su testo di Marilena De Gregorio – prima esecuzione\nI – Aiuto\nII – Il destino\nIII – Come un delfino \n———————————– \n4. M. Karłowicz – Mów do mnie jeszcze\n5. M. Karłowicz – Zasmuconej\n6. M. Karłowicz – Pamiętam ciche\, jasne\, złote dnie\n7. M. Karłowicz – Po szerokim\, po szerokim morzu \n8. G. Puccini – Intermezzo dalla Manon Lescaut\n9. G. Puccini – Chi il bel sogno di Doretta – La Rondine \n10. G. Menotti – Hello! Oh\, Margaret\, it’s you – The Telephone \nDaria Stachowicz è un soprano polacco\, pianista\, direttrice di coro e docente di canto.\nSi è diplomata presso l’Accademia di Musica “Karol Lipiński” di Breslavia\, perfezionandosi sia in Canto che in Direzione Corale ed Educazione Musicale. \nLa sua carriera è arricchita da numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali\, tra cui il terzo premio al Concorso “Rudolf Petrák” a Žilina (Slovacchia)\, la menzione d’onore al “Viva Calisia” e la fase finale del prestigioso “Belvedere Singing Competition” a Città del Capo\, in Sudafrica. \nSvolge un’intensa attività concertistica che la porta regolarmente ad esibirsi in Polonia\, Italia\, Germania\, Francia\, Belgio\, Svizzera\, Repubblica Ceca e Slovacchia. Ha collaborato con rinomate compagini orchestrali\, tra cui la Budapest Festival Orchestra\, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca (NOSPR)\, l’Orchestra del Forum Musicale Nazionale di Breslavia e la Filarmonica di Kalisz. Recentemente ha consolidato la sua presenza in Italia collaborando con il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e ha riscosso grande successo in Germania come solista nel tour “Cinema Music Symphonics”\, dedicato alle grandi colonne sonore.  \nOspite di importanti festival come Wratislavia Cantans\, Moniuszko\, Music Game\, Klara Festival e Ludwig van Beethoven Festival. \nInsieme al pianista Robert Adamczak\, ha inciso un album di canti natalizi polacchi nelle elaborazioni di Feliks Nowowiejski. \nParallelamente all’attività solistica\, si distingue come pedagoga del canto; tra i suoi numerosi successi didattici figura la vittoria del suo allievo\, Mateusz Krzykała\, alla quinta edizione di The Voice Kids Poland. \nFrancesco Bottigliero\, compositore\, direttore d’orchestra e pianista\, è una promettente figura poliedrica del panorama musicale contemporaneo. La sua estetica fonde una solida formazione accademica — conseguita presso i Conservatori di Salerno e Napoli — con una profonda ricerca filosofica sull’ontologia musicale\, maturata presso l’Università degli Studi di Salerno. \nLa sua attività compositiva si distingue per una straordinaria versatilità di generi e linguaggi. Nel 2019 si è imposto all’attenzione internazionale vincendo il secondo premio al concorso di composizione del Teatr Wielki di Varsavia e della società Zaiks con l’opera Wehikuł Czasu (La macchina del tempo)\, nel 2020 rappresentata all’Opera Baltica ed accolta con successo dalla critica Il suo legame con il teatro musicale è ulteriormente testimoniato dal musical Das Dschungelbuch\, prodotto e ripreso più volte dal Theater Erfurt in occasione del Domstufen-Festspiele (2015-2017).  \nNel catalogo delle composizioni del Maestro Bottigliero\, la musica da camera occupa un posto di rilievo\, caratterizzata da un lirismo colto e raffinato. Nel 2026\, la consacrazione della sua maturità cameristica è suggellata dal debutto al Teatro alla Scala\, dove il suo Thème Varié è stato eseguito dal Quartetto d’archi della Scala. Tra gli altri traguardi internazionali si annoverano la performance alla Carnegie Hall di New York (2017) con i suoi Songs for the General e la pubblicazione di due album monografici\, Canción (2016) e Portraits (2019)\, per la prestigiosa etichetta DUX.\nParticolarmente attivo anche nel repertorio sinfonico-corale\, ha recentemente presentato in prima assoluta presso la Filarmonica di Cracovia (2024) l’oratorio Papież\, un’opera monumentale dedicata alla figura di Giovanni Paolo II. Tra le altre opere premiate spiccano Sentieri Interrotti\, concerto quadruplo per quartetto di violoncelli accompagnato da un’orchestra di violoncelli\, premiato dal governo polacco (concorso ministeriale „composizioni commissionate”).\nLe sue opere\, che spaziano dalla musica per l’infanzia a complessi lavori per orchestra\, sono pubblicate dalle Edizioni Musicali Eufonia. \nQuesta vena creativa si nutre di una solida esperienza come interprete. In qualità di direttore d’orchestra\, Bottigliero ha guidato prestigiose istituzioni come la St. Petersburg Congress Orchestra\, la Sinfonietta Cracovia e i Teatri dell’Opera di Breslavia\, Bytom-Katowice\, Poznań ed Erfurt\, specializzandosi nel grande repertorio operistico dopo gli studi fondamentali con Carlo Maria Giulini e i corsi di perfezionamento con Maestri del calibro di P. Bellugi\, A. Faldi\, Y. Temirkanov\, R. Muti. Al contempo\, la sua carriera di pianista\, iniziata con la vittoria di numerosi concorsi nazionali\, lo vede impegnato sia come solista che in formazioni cameristiche d’eccezione.\nAppassionato nel lavoro educativo\, ha insegnato e tenuto masterclass presso diverse istituzioni europee\, tra cui l’Accademia di Musica di Breslavia\, l’Accademia di Musica di Katowice\, l’Università di Ostrava\, la Hochschule di Weimar (53° Meisterkurs der Hochschule für Musik F. Liszt)\, i corsi invernali tenutisi a Dużniki Zdrój in Polonia.\nNel 2022 ha intrapreso collaborazioni con i Conservatori italiani\, come docente di esercitazioni orchestrali presso il Conservatorio di Lecce (2022)\, di Taranto (2023) e\, come docente di lettura della partitura\, con i Conservatori di Mantova (2023) e di Reggio Calabria (2024).\nNel 2024 vince il concorso DM180 bandito dal Conservatorio di Napoli ed ottiene il ruolo. Attualmente insegna lettura della partitura presso il Conservatorio „D. Cimarosa” di Avellino.\nIl Maestro Bottigliero continua a coniugare l’attività creativa con la direzione d’orchestra e l’organizzazione di festival internazionali tra l’Italia e la Polonia\, tra cui il Crossing Year Piano Festival e le Serate Musicali Cracoviensis\, con gli obiettivi di promuovere il dialogo culturale e i nuovi talenti tra Italia e Polonia e di diffusione della musica italiana\, soprattutto quella meno conosciuta\, all’estero. \n
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SUMMARY:Alfredo Conte
DESCRIPTION:Alfredo Conte\, pianoforte \n Il programma prende spunto dal tema del Festival di questa edizione\, ovvero Radici.\nOgni genere presentato ha un riferimento dal mondo “classico” e uno dalle\navanguardie contemporanee. (studio\, sonata\, musica a programma\, fantasia).\n– L.van Beethoven: Sonata op.109;\n– F.Liszt: Studio Trascendentale no.10;\n– T.Hosokawa: étude no.3 “Calligraphy”;\n– F.Liszt: Sonetto 104 del Petrarca;\n– T.Procaccini: da “Sogno Americano” op.220\, no.1 Times Square;\n– A.Skrjabin: Sonata-Fantasia op.19\n– M.Palmacci: “Movimenti liberi in forme chiuse” (prima assoluta)\n  \nAlfredo Conte ha studiato pianoforte presso i conservatori Benedetto Marcello di Venezia e Santa Cecilia di Roma; in quest’ultimo ha conseguito la laurea triennale e successivamente il biennio specialistico con il massimo dei voti\, lode e menzione d’onore sotto la guida dei M° Maura Pansini e Gennaro Pesce. Si è inoltre laureato a pieni voti presso la facoltà di Music dell’università King’s College di Londra e ha contestualmente seguito il corso di Advanced Performance Studies presso la Royal Academy of Music.\nGrazie al supporto della prestigiosa borsa di studio “Sir Antonio Pappano”\, sta attualmente svolgendo un dottorato di ricerca (PhD) in classical piano performance sotto la guida del M° Ronan O’Hora e della Prof. Amy Blier-Carruthers presso la Guildhall School of Music di Londra. Il suo progetto di ricerca è stato inoltre insignito del premio “Innovation and Knowledge” promosso dall’associazione Il Circolo.\nE’ stato premiato in diversi concorsi pianistici (Dinu Lipatti; Osimo; Riccione; Albenga) ed è risultato vincitore del Premio Giovanni Abbadessa fra i conservatori del Lazio come “miglior giovane pianista della regione”. E’ inoltre risultato vincitore del Keyboard Charitable Trust\, per il quale si esibirà presso la Steinway Hall di Londra. É stato selezionato dall’associazione Talent Unlimited UK per esibirsi in alcuni concerti nella capitale inglese nel 2026.\nHa seguito numerose masterclass con i maestri Vanessa Latarche\, Marcella Crudeli\, Leon McCawley\, Angela Hewitt\, Kostantin Bogino\, Pierluigi Camicia\, Imogen Cooper\, Antonio Pappano\, Pietro De Maria.\nSi è esibito in numerosi recitals solistici in Italia\, Romania\, Monte-Carlo e Regno Unito. In particolare\, si è recentemente esibito presso Le Scuderie Aldobrandini di Frascati\, La Casa delle Culture di Velletri\, Museo Giacomo Manzù di Ardea\, Milton Court Hall a Londra\, Circolo del Ministero degli Esteri di Roma\, Théâtre de Muses di Montecarlo\, Casa Menotti a Spoleto\, William Goodenough College a Londra\, Teatro di Tor Bella Monaca\, St.Pancras Church a Londra\, le Ambasciate d’Italia a Bucarest e a Londra\, l’Istituto italiano di cultura di Londra\, Istituto ungherese di cultura a Roma nella sala Liszt\, National Liberal Club di Londra\, Ateneo Veneto a Venezia\, Palazzo Albrizzi a Venezia\, Circoli Ufficiali della Marina Militare di Venezia e Roma\, Auditorium di Foligno\, Teatro comunale di Cividale del Friuli\, Teatro Miela di Trieste. Ha partecipato\, durante il Festival di Bolzano\, in collaborazione con l’Accademia Mahler\, all’esecuzione in prima assoluta della composizione “11.000 Saiten” di Georg F.Haas. Ha inciso in prima assoluta in Europa l’étude Calligraphy del compositore contemporaneo Toshio Hosokawa.\nHa inoltre curato l’organizzazione del progetto Young Music Italy in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Londra\, dove si è esibito in una serie di  concerti musicali. Si esibisce regolarmente per il Rotary Club\, di cui è membro effettivo\, in concerti volti a diverse finalità benefiche ed umanitarie. \n
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SUMMARY:Itinerari della chitarra ispanicoamericana - Barrios\, Lauro e De Lucia: passione latino-flamenca
DESCRIPTION:Dino Rigillo\, chitarra \nPROGRAMMA \nAugustin Barrios Mangoré:\nJulia Florida\nVals Op.8 No.4\nContemplación\nLa Catedral:\nPreludio “Saudade”\nAndante Religioso\nAllegro Solemne\nMazurka Apasionata \nHeitor Villa-Lobos\nChôros n.1 \nAntonio Lauro\nCarora\nMaria Luisa\nValse Venezolano No.3 \nVicente Amigo\nTío Arango \nPaco de Lucia\nMonasterio del Sal\nGuajiras de Lucia \nRoland Dyens\nTango en Skaï \nDino Rigillo ha intrapreso lo studio della chitarra all’età di 11 anni presso il Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza. Si è diplomato giovanissimo nel 1989 con il Maestro Leonardo De Angelis con il massimo dei voti. Nel 2010 ha conseguito la laurea di II livello in Chitarra con il voto di 110 e lode presso il Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza.\nHa frequentato Corsi di perfezionamento di Chitarra Classica con Maestri di levatura internazionale quali\, Leo Brower\, Alirio Diaz\, Claudio e Leonardo De Angelis. È risultato finalista ai Concorsi Internazionali di Chitarra Classica “Civitas Musicae” di Città della Pieve (PG) e “Città di Alessandria”.\nSi contraddistingue per la sua ecletticità\, spaziando in diversi generi musicali.\nSi è esibito in diverse formazioni classiche in duo con Clarinetto\, Flauto e Violino; in duo di Chitarre Flamenco. Ha collaborato per alcuni anni con la compagnia teatrale “Compagnia delle vigne” di Putignano nel progetto “Labbra color rugiada” dedicato a F. De Andrè in chiave flamenca\, jazz ed etnica\, con il quale si è esibito in tutta Italia ed in diversi importanti festival tra i quali “Arezzo Wave”. Ha effettuato incisioni collaborando con diversi artisti di vari generi musicali. Dal 2010 suona in trio nel progetto “Maschere di gelso” premiato come vincitori a Soriano nel Cimino (VT) in occasione del festival organizzato dalla fondazione Fabrizio De Andrè da una giuria formata da Dori Ghezzi\, Piero Montanari\, Avio Focolari ed Edoardo Vianello.\nAttualmente svolge l’attività di docente presso l’Istituto Comprensivo “Gesualdo Da Venosa” di Venosa. \n
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SUMMARY:The Music of Earl Zindars
DESCRIPTION:Luciano Troja – pianoforte \nIl pianista siciliano Luciano Troja presenta un concerto dedicato alla musica di Earl Zindars\, (Chicago 1927 – San Francisco 2005).\nUna speciale anticipazione del centenario della nascita del compositore che ricorrerà il prossimo anno. Un viaggio dentro la musica e la personalità di Zindars\, compositore attivo fra classica e jazz\, noto soprattutto per l’amicizia e la speciale empatia musicale con il leggendario pianista Bill Evans\, il quale suonò e registrò le sue composizioni lungo l’intero arco della sua carriera\, tra cui le celebri How My Heart Sings ed Elsa.\nIl concerto esplora i due album At Home with Zindars (2010) e To New Life (2023)\, pubblicati da Troja\, frutto di un lungo percorso di ricerca e collaborazione con la famiglia del compositore: Anne Zindars\, sua moglie per oltre 40 anni\, pianista e compositrice\, le figlie Helene\, apprezzata soprano\, e Karen con un importante trascorso nella danza.\nIl lavoro di Troja ha ricevuto il plauso della critica internazionale con riconoscimenti da parte di riviste specializzate come Stereophile (“Record To Die For”) e Cadence Magazine (“Best of the Year”). \nProgramma \nMother of Earl (Earl Zindars)\nNice Place (Earl Zindars)\nElsa (Earl Zindars)\nMy Love Is An April Song (Earl Zindars)\nSareen Jurer/Hokees Orrant Ee Var (Earl Zindars – Annig Zindarsian)\nKaren’s Mode (Earl Zindars)\nLullaby For Helene (Earl Zindars)\nI Always Think of You (Earl Zindars)\nEarl and Bill (Luciano Troja)\nHow My Heart Sings (Earl & Anne Zindars)\nRoses For Annig (Earl Zindars) \nLuciano Troja\, nato a Messina nel 1963\, si è laureato in Jazz con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio della sua città. Ha studiato per anni con Salvatore Bonafede. Ha seguito corsi di jazz a Siena\, Genova Perugia\, Londra e\, privatamente\, a New York con Richie Beirach. Oltre ad essere laureato in Giurisprudenza\, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzioni Multimediali all’Università di Messina. L’ambito di cui si occupa va dalla tradizione all’avanguardia. Ha all’attivo oltre 15 album da leader e co-leader\, alcuni dei quali inseriti nelle scelte dei migliori dischi dell’anno nei magazine specializzati Cadence\, All About Jazz\, El Intruso\, Musica Jazz\, ed è stato candidato due volte all’Independent Music Awards (USA). Ha tenuto concerti in tutta Italia\, in Europa e USA per rassegne e festival specializzati\, e presso prestigiose istituzioni come la NYU e il Maybeck Hall di Berkeley\, California.\nDa oltre venti anni collabora con il chitarrista Giancarlo Mazzù\, esibendosi in duo ed in formazioni più allargate\, fra Europa e Stati Uniti\, forgiando insieme un percorso personale sul Great American Songbook in tre album\, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Nel 2010 Troja ha pubblicato l’opera monografica At Home With Zindars per piano solo\, dedicata alla musica di Earl Zindars ottenendo\, il “Record To Die For 2011” per la prestigiosa rivista americana Stereophile\, assegnato ai migliori album di tutti i tempi.\nDa anni collabora negli USA con i gruppi dei veterani della impro newyorkese Blaise Siwula e Rocco John Iacovone\, tenendo numerosi concerti e incidendo per le labels americane NoFrills Music\, Unseen Rain\, Silver Horn. Direttore artistico dal 2013 al 2022 della Filarmonica Laudamo Messina\, la più antica associazione concertistica della Sicilia\, ha fondato la Filarmonica Laudamo Creative Orchestra (FLCO) 30 musicisti dell’Area dello Stretto di Messina\, collaborando con Karl Berger\, Ingrid Sertso\, Dave Burrell\, Salvatore Bonafede\, Instant Composers Pools\, B.Siwula\, R.J.Iacovone\, Marco Cappelli\, Javier Girotto. Oggi l’orchestra è diretta da Troja con Giancarlo Mazzù.\nE’ co-fondatore e direttore musicale del Pannonica Jazz Workshop\, laboratorio musicale indipendente\, attivo da oltre 25 anni. E’ fra i conduttori di “Suono & Ritmo” di Giovanna La Maestra e Francesca Billè\, laboratorio che persegue l’integrazione fra musicisti e disabili. In duo con il fagottista Antonino Cicero ha pubblicato nel 2016 An Italian Tale (Almendra) originals ispirati alle canzoni di Giovanni D’Anzi\, progetto di grande successo ancora molto richiesto nelle stagioni concertistiche italiane.\nDel 2023 il suo album in piano solo “To New Life” (Almendra)\, secondo omaggio alla musica di Earl Zindars\, molto ben accolto dalla critica specializzata (“A contender for solo piano album of the year” All About Jazz). Uscito nel luglio 2025 per la Silver Horn\, l’album “One Mind” registrato a Woodstock nel 2019 con Karl Berger\, Ingrid Sertso e Giancarlo Mazzù. \n
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SUMMARY:La famiglia canterina
DESCRIPTION:Un evento unico che unisce musica dal vivo\, narrazione avvincente e un viaggio attraverso l’Italia degli anni ’40.\n“La Famiglia Canterina” è uno spettacolo che fonde musica e letteratura\, trasportando il pubblico in un’epoca cruciale: la Seconda Guerra Mondiale\, raccontata attraverso la storia di una famiglia di musicisti.\nUna combinazione perfetta di concerto e racconto\, con canzoni swing italiane e americane suonate dal vivo\, intercalate dalla lettura di estratti di un libro emozionante che narra la lotta per la speranza e la sopravvivenza durante i tempi di guerra.\nUn mix tra passato e presente che coniuga la tradizione con un’esperienza contemporanea\, emozionante e immersiva.\n \nAnita Camarella – Voce narrante e cantata\nDavide Facchini – Chitarre e Ukulele \nDa oltre vent’anni Anita Camarella e Davide Facchini si esibiscono in prestigiosi festival e rassegne in Europa\, Stati Uniti e Italia.\nIl loro CD “La Famiglia Canterina” è stato premiato con il “LadyLake Music Indie Awards” come Miglior Album dell’anno in U.S.A.\nHanno collaborato con i più grandi nomi dell’attuale panorama musicale e chitarristico come Tommy Emmanuel\, Paul Franklin\, Frank Vignola\, Carl Verheyen\, Greg Koch\, Muriel Anderson e molti altri.\nLa loro musica è stata trasmessa da radio di più di venti paesi in tutto il mondo.\n \n«Bisogna ascoltarli dal vivo per capire le emozioni che possono dare.» Francia\, Bailleul: “Comme ça de France” \nÈ richiesto il pagamento di un biglietto di ingresso di € 7\,00 \n
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SUMMARY:La voce delle sei corde - Concerto e racconti di Liuteria
DESCRIPTION:Gianmario Troiani – chitarra\nEdoardo Piccioni – voce \nNell’ambito di Spoleto Eventi 2026\, Casa Menotti\, ispirandosi al mondo poetico e musicale della tradizione spagnola\, è lieta di presentare un incontro tra musica e liuteria che vedrà protagonista il chitarrista M° Gianmario Troiani\, impegnato in un repertorio per chitarra classica eseguito su strumenti del M° liutaio Edoardo Piccioni\, in un dialogo sonoro tra interprete e artigiano del suono. \nGianmario Troiani\, nato a Terni\, inizia lo studio della chitarra classica presso la Scuola Media ad Indirizzo Musicale “A.De Filis” di Terni con il M° Marco Giammugnai. Prosegue gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica “G.Briccialdi” di Terni sotto la guida del M° Mario Jalenti diplomandosi brillantemente nell’anno accademico 2003/04\, conseguendo il Diploma Accademico di secondo livello in chitarra presso il medesimo Conservatorio “G.Briccialdi” di Terni con la votazione di 110/110 dopo aver studiato sotto la guida del M° Mario Jalenti e del M° Marco Cianchi.\nÈ risultato vincitore delle borse di studio “Inner Wheel” e “A.Casagrande” come migliore studente dell’Istituto “G.Briccialdi” sia dei corsi ordinamentali che dei corsi di biennio post-diploma.\nHa partecipato come solista a diversi concorsi nazionali e internazionali classificandosi al secondo posto al I° Concorso Nazionale di chitarra “Francesco Jalenti” di Terni (2007)\, al II° Concorso Internazionale di chitarra “Città di Fiuggi” (2008)\, all’VIII° Concorso Musicale Internazionale “Paolo Barrasso” di Caramanico Terme (2009) e all’ VIII° Concorso Nazionale Giovani Musicisti Città di Paola (2009)\, risultando qui anche vincitore del premio speciale per chitarristi “Salvatore Fino”.\nHa frequentato numerose master-class in qualità di allievo effettivo tenute dai maestri Angelo Gilardino\, Leo Brouwer\, Alirio Diaz\, Giulio Tampalini\, Eliot Fisk\, Pablo De La Cruz e Carlos Molina.\nHa tenuto concerti come solista e in formazione cameristica per associazioni musicali ed istituzioni.\nOltre all’attività concertistica si dedica anche all’insegnamento\, tenendo anche lezioni-concerto in scuole medie e licei\, dal 2015 è docente di ruolo di chitarra presso le Scuole Medie ad Indirizzo Musicale. \nEdoardo Piccioni comincia a suonare all’età di sette anni\, continuando lo studio della chitarra classica e proseguendo il suo percorso formativo fino al raggiungimento del Diploma presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali G. Briccialdi di Terni. Suonando su pregiate chitarre al Conservatorio di Musica e in numerosi corsi di perfezionamento\, è stato mosso da grande passione che lo ha spinto ad un rigoroso studio della fisica del suono applicato ai modelli costruttivi dai grandi maestri liutai\, passando poi di fatto alla costruzione di chitarre attraverso la paziente acquisizione dell’arte antica ad opera del preziosissimo insegnamento da parte di maestranze che da generazioni trasmettono tale sapere nei Laboratori per Liutai.\nDal 2004 nel suo Laboratorio di Vallerano (VT) crea strumenti tradizionali su idea e progettazione personale\, ricercando uno stato metafisico ideale degli equilibri tra suono\, timbriche e dinamiche varie. Legni pregiatissimi e stagionati da venticinque a oltre cinquanta anni: abete della Val di Fiemme\, cedro canadese\, abete sitka\, palissandro indiano\,santos\, amaranto\, ebano makassar e gabon\, cocobolo\, acero marezzato ed occhiolinato\, pioppo marezzato\, cipresso\, mogano honduras\, cedrella\, dunque dispone di legni per qualsiasi richiesta.\nIl materiale utilizzato prevede l’impiego di sole colle origine animale\, vernici a base di gommalacca\, e arnesi tradizionali da liutaio.\nLe sue chitarre sono costruite una alla volta\, dedicate a particolari persone ed eventi\, legate a filosofie ermetiche\, che fanno da ispirazione durante la costruzione; sono strumenti apprezzati da numerosi concertisti di fama nazionale e internazionale. \n
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SUMMARY:Emanuele Viti
DESCRIPTION:Emanuele Viti: fisarmonica \nSu richiesta dell’artista è previsto un ingresso di € 5\,00 \nProgramma \nL’Entretien des Muses – Jean Philippe Rameau (1683 – 1764) [6:00] \nPartita No. 1 in Si Bemolle Maggiore (BWV 825): I. Preludio; VII. Giga – Johann Sebastian Bach (1685 – 1750) [4:30] \nSonata K. 438 in Fa Maggiore – Domenico Scarlatti (1685 – 1757) [4:00] \n Sonata K. 545 in Si Bemolle Maggiore – Domenico Scarlatti (1685 – 1757) [3:00] \nPrélude\, Fugue et Variation\, Op. 18 No. 3 – César Franck (1822 – 1890) [12:30] \nCrisantemi (Elegia SC65\, per quartetto d’archi) – Giacomo Puccini (1858 – 1924); trascrizione di Pietro Roffi (1992) [6:00] \n Sonata No. 6 (Op. 42) – Anatoly Kusyakov (1945 – 2007) [5:00] \nDanse Macabre\, Op. 40 – Camille Saint-Saëns (1835 – 1921); trascrizione di Franz Liszt (1811 – 1886)\, Vladimir Horowitz (1903 – 1989)\, Yuri Shishkin (1963) [10:00] \n
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DESCRIPTION:Emanuele Viti: fisarmonica \nSu richiesta dell’artista è previsto un ingresso di € 5\,00 \nProgramma \nL’Entretien des Muses – Jean Philippe Rameau (1683 – 1764) [6:00] \nPartita No. 1 in Si Bemolle Maggiore (BWV 825): I. Preludio; VII. Giga – Johann Sebastian Bach (1685 – 1750) [4:30] \nSonata K. 438 in Fa Maggiore – Domenico Scarlatti (1685 – 1757) [4:00] \n Sonata K. 545 in Si Bemolle Maggiore – Domenico Scarlatti (1685 – 1757) [3:00] \nPrélude\, Fugue et Variation\, Op. 18 No. 3 – César Franck (1822 – 1890) [12:30] \nCrisantemi (Elegia SC65\, per quartetto d’archi) – Giacomo Puccini (1858 – 1924); trascrizione di Pietro Roffi (1992) [6:00] \n Sonata No. 6 (Op. 42) – Anatoly Kusyakov (1945 – 2007) [5:00] \nDanse Macabre\, Op. 40 – Camille Saint-Saëns (1835 – 1921); trascrizione di Franz Liszt (1811 – 1886)\, Vladimir Horowitz (1903 – 1989)\, Yuri Shishkin (1963) [10:00] \n
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SUMMARY:“Anime Salve” - Fabrizio de Andrè…… 30 anni dopo
DESCRIPTION:Diesis audio presenta:\n“Anime Salve” – Fabrizio de Andrè…… 30 anni dopo.\nCon Luigi Viva \n\nTrenta anni fa usciva “Anime Salve“\, album ritenuto da molti una sorta di “testamento spirituale”\, quindi musicale\, del grande cantautore genovese.\nIl disco\, nato grazie alla sinergia con Ivano Fossati ed alla collaborazione del compositore Piero Milesi\, che ne curò gran parte degli arrangiamenti\, è ritenuto una “pietra miliare” della musica italiana e vinse nel 1997 la Targa Tenco.\nProprio Ivano Fossati in un’intervista a proposito di “Anime Salve” disse: “Fabrizio ha scritto il 90% dei testi\, che però contengono qualche idea e intuizione mia\, e io il 90% della musica\, anche qui con qualche contributo suo. Però non è mai stato programmato. Era istintivo“.\nForse è proprio la spontaneità la caratteristica più evidente del disco\, capace ancora di emozionare\, a tanti anni di distanza dalla sua pubblicazione.\nEmozioni che rivivremo al Museo Casa Menotti\, grazie all’Impianto di riferimento di Diesis Audio\, nome di punta dell’Hiend\, ed alla gradita presenza di Luigi Viva: giornalista\, scrittore\, biografo ed amico personale\, di Fabrizio De Andrè \nLuigi Viva (Roma\, 1955). Nel 1975 inizia la sua attività come conduttore in una delle prime radio private romane (Spazio Quadrophonic Hi Fi). Negli anni ’80 collabora a lungo con Paese Sera\, con articoli per la pagina spettacoli e la cronaca di Roma.\nNel 1989 esce la sua prima pubblicazione\, considerata ancora oggi un modello di riferimento: Pat Metheny. La biografia\, lo stile\, gli strumenti (Muzzio)\, tradotta in Francia da Filipacchi nella prestigiosa collana di Jazz Magazine.\nNel 1992 ottiene da Fabrizio De André l’autorizzazione ad avviare uno studio sulla sua vita e sul suo stile. Il cantautore partecipa attivamente alla realizzazione dell’opera\, supervisionando e correggendo il lavoro. La prima parte\, focalizzata sulla vita\, viene pubblicata da Feltrinelli nel gennaio 2000 con il titolo Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André.\nSocio fondatore della Fondazione Fabrizio De André\, avvia un’intensa attività di presentazioni e conferenze — oltre centocinquanta — in librerie\, scuole\, carceri e teatri. Nel 2004\, per il Teatro Stabile di Genova\, firma insieme a Pino Petruzzelli Il viaggio di Fabrizio De André.\nNel 2018\, sempre per Feltrinelli\, viene pubblicato Falegname di parole. Le canzoni e la musica di Fabrizio De André. Nello stesso anno esordisce con lo spettacolo Viva De André\, ottenendo importanti riscontri nei principali festival jazz italiani (Umbria Jazz Winter\, Südtirol Jazz Festival\, Catania Jazz\, Ascona Jazz\, Auditorium Parco della Musica\, Blue Note ecc.).\nLe musiche dello spettacolo vengono successivamente pubblicate\, insieme a Luigi Masciari\, nel CD Viva De André\, nel quale suonano musicisti del calibro di Francesco Bearzatti\, Giulio Carmassi (già Pat Metheny Unity Group) e Michael League\, leader degli Snarky Puppy e vincitore di cinque Grammy. Luigi Viva fa inoltre parte del comitato scientifico del Centro Studi Fabrizio De André\, presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena.\nNel 2021 esce Pat Metheny\, Lyle Mays e la storia del Pat Metheny Group (Arcana). Fra le sue collaborazioni: Il Sussidiario.net\, Raro!\, Paese Sera\, Ciao 2001\, Il Tempo\, Jam\, Classic Jazz\, Classic Rock\,RSI.ch.\nA marzo 2026\, esce la 25ª edizione\, riveduta e ampliata\, di Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André\, contenente alcune correzioni del cantautore\, rinvenute postume nelle bozze del libro conservate presso il Centro Studi Fabrizio De André dell’Università di Siena. \nOpere di Luigi Viva:\n1989 – Pat Metheny – La biografia\, lo stile\, gli strumenti (Franco Muzzio & C. Editore)\n1990 – Pat Metheny – edizione francese -Jazz Magazine Collection (Filipacchi)\n2000 – Non per un dio ma nemmeno per gioco – Vita di Fabrizio De André (UE Feltrinelli)\n2003 – Pat Metheny – Una chitarra oltre il cielo (Editori Riuniti)\n2013 – Pat Metheny – Una chitarra oltre il cielo (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri)\n2018 – Falegname di Parole\, Le Canzoni La musica di Fabrizio De André (Feltrinelli)\n2021 – Pat Metheny\, Lyle Mays e la Storia del Pat Metheny Group (Arcana Edizioni)\n2022 – Viva De André- Luigi Viva\, Luigi Masciari- CD audio (Jando Music/ Via Veneto Jazz). \nDiesis Audio\, nata e sviluppatasi a Spoleto\, nel giro di pochi anni ha conquistato il mercato dell’Hi-fi\, in Italia e all’estero.\nLa cura artigianale nella realizzazione delle apparecchiature e i decenni di esperienza nel settore\, hanno dato vita ad un’azienda alla continua ricerca del miglioramento.\nLa sua Factory nella campagna umbra\, è il paradigma della filosofia di Diesis Audio. \n
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SUMMARY:“Anime Salve” - Fabrizio de Andrè…… 30 anni dopo
DESCRIPTION:Diesis audio presenta:\n“Anime Salve” – Fabrizio de Andrè…… 30 anni dopo.\nCon Luigi Viva \n\nTrenta anni fa usciva “Anime Salve“\, album ritenuto da molti una sorta di “testamento spirituale”\, quindi musicale\, del grande cantautore genovese.\nIl disco\, nato grazie alla sinergia con Ivano Fossati ed alla collaborazione del compositore Piero Milesi\, che ne curò gran parte degli arrangiamenti\, è ritenuto una “pietra miliare” della musica italiana e vinse nel 1997 la Targa Tenco.\nProprio Ivano Fossati in un’intervista a proposito di “Anime Salve” disse: “Fabrizio ha scritto il 90% dei testi\, che però contengono qualche idea e intuizione mia\, e io il 90% della musica\, anche qui con qualche contributo suo. Però non è mai stato programmato. Era istintivo“.\nForse è proprio la spontaneità la caratteristica più evidente del disco\, capace ancora di emozionare\, a tanti anni di distanza dalla sua pubblicazione.\nEmozioni che rivivremo al Museo Casa Menotti\, grazie all’Impianto di riferimento di Diesis Audio\, nome di punta dell’Hiend\, ed alla gradita presenza di Luigi Viva: giornalista\, scrittore\, biografo ed amico personale\, di Fabrizio De Andrè \nLuigi Viva (Roma\, 1955). Nel 1975 inizia la sua attività come conduttore in una delle prime radio private romane (Spazio Quadrophonic Hi Fi). Negli anni ’80 collabora a lungo con Paese Sera\, con articoli per la pagina spettacoli e la cronaca di Roma.\nNel 1989 esce la sua prima pubblicazione\, considerata ancora oggi un modello di riferimento: Pat Metheny. La biografia\, lo stile\, gli strumenti (Muzzio)\, tradotta in Francia da Filipacchi nella prestigiosa collana di Jazz Magazine.\nNel 1992 ottiene da Fabrizio De André l’autorizzazione ad avviare uno studio sulla sua vita e sul suo stile. Il cantautore partecipa attivamente alla realizzazione dell’opera\, supervisionando e correggendo il lavoro. La prima parte\, focalizzata sulla vita\, viene pubblicata da Feltrinelli nel gennaio 2000 con il titolo Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André.\nSocio fondatore della Fondazione Fabrizio De André\, avvia un’intensa attività di presentazioni e conferenze — oltre centocinquanta — in librerie\, scuole\, carceri e teatri. Nel 2004\, per il Teatro Stabile di Genova\, firma insieme a Pino Petruzzelli Il viaggio di Fabrizio De André.\nNel 2018\, sempre per Feltrinelli\, viene pubblicato Falegname di parole. Le canzoni e la musica di Fabrizio De André. Nello stesso anno esordisce con lo spettacolo Viva De André\, ottenendo importanti riscontri nei principali festival jazz italiani (Umbria Jazz Winter\, Südtirol Jazz Festival\, Catania Jazz\, Ascona Jazz\, Auditorium Parco della Musica\, Blue Note ecc.).\nLe musiche dello spettacolo vengono successivamente pubblicate\, insieme a Luigi Masciari\, nel CD Viva De André\, nel quale suonano musicisti del calibro di Francesco Bearzatti\, Giulio Carmassi (già Pat Metheny Unity Group) e Michael League\, leader degli Snarky Puppy e vincitore di cinque Grammy. Luigi Viva fa inoltre parte del comitato scientifico del Centro Studi Fabrizio De André\, presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena.\nNel 2021 esce Pat Metheny\, Lyle Mays e la storia del Pat Metheny Group (Arcana). Fra le sue collaborazioni: Il Sussidiario.net\, Raro!\, Paese Sera\, Ciao 2001\, Il Tempo\, Jam\, Classic Jazz\, Classic Rock\,RSI.ch.\nA marzo 2026\, esce la 25ª edizione\, riveduta e ampliata\, di Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André\, contenente alcune correzioni del cantautore\, rinvenute postume nelle bozze del libro conservate presso il Centro Studi Fabrizio De André dell’Università di Siena. \nOpere di Luigi Viva:\n1989 – Pat Metheny – La biografia\, lo stile\, gli strumenti (Franco Muzzio & C. Editore)\n1990 – Pat Metheny – edizione francese -Jazz Magazine Collection (Filipacchi)\n2000 – Non per un dio ma nemmeno per gioco – Vita di Fabrizio De André (UE Feltrinelli)\n2003 – Pat Metheny – Una chitarra oltre il cielo (Editori Riuniti)\n2013 – Pat Metheny – Una chitarra oltre il cielo (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri)\n2018 – Falegname di Parole\, Le Canzoni La musica di Fabrizio De André (Feltrinelli)\n2021 – Pat Metheny\, Lyle Mays e la Storia del Pat Metheny Group (Arcana Edizioni)\n2022 – Viva De André- Luigi Viva\, Luigi Masciari- CD audio (Jando Music/ Via Veneto Jazz). \nDiesis Audio\, nata e sviluppatasi a Spoleto\, nel giro di pochi anni ha conquistato il mercato dell’Hi-fi\, in Italia e all’estero.\nLa cura artigianale nella realizzazione delle apparecchiature e i decenni di esperienza nel settore\, hanno dato vita ad un’azienda alla continua ricerca del miglioramento.\nLa sua Factory nella campagna umbra\, è il paradigma della filosofia di Diesis Audio. \n
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SUMMARY:Moreno Romagnoli Jazz & Movies Duo
DESCRIPTION:Moreno Romagnoli: sax tenore\nAndrea Sartini: pianoforte \nLe migliori colonne sonore della storia del cinema rivisitate in chiave Jazz \n
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SUMMARY:Concerto Stefano Bigoni
DESCRIPTION:Stefano Bigoni: pianoforte \nProgramma \nL. CHERUBINI:\nSonata in Fa maggiore N° 1\n– moderato\n– rondò : allegretto moderato \nM. CLEMENTI:\nSonata in Re maggiore op. 40 N° 3\n– molto adagio – allegro\n– adagio con molta espressione\n– allegro non troppo \n————————————————– \nF. CHOPIN:\nNotturno in Do minore op. postuma\nNotturno in Do# minore op. postuma\nFantasia-improvviso in Do# minore op. 66\nValzer in Fa minore op. 70 N° 2\nValzer in Reb maggiore op. 64 N° 1 \nS. CALLIGARIS:\nIl quaderno pianistico di Renzo op. 7 (1978) \nG. GERSHWIN:\n3 preludi (1926) \nStefano Bigoni si è formato alle scuole pianistiche dei maestri Gioiella Giannoni e Vincenzo Audino\, diplomandosi al Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia con il massimo dei voti. \nHa completato la sua formazione musicale con lo studio della composizione e strumentazione per banda\, diplomandosi presso il Conservatorio “A. Casella” de L’Aquila\, sotto la guida del M° Piero Luigi Zangelmi. Successivamente ha seguito masterclass e corsi di perfezionamento con i maestri Michele Campanella\, Bruno Canino\, Vincenzo Audino\, Lazar Berman\, Sergio Perticaroli e Marcello Abbado. \nPremiato in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali (C. Soliva di Casale Monferrato\, Max Lider di Motta S. Anastasia\, Pietro Napoli di Livorno\, Sannicandro Garganico\, A.Gi.Mus. di Viterbo\, Città di Ortona\, Lido di Camaiore\, Città di Acqui Terme\, Casarza Ligure\, Uliveto Terme “Premio S. Rachmaninov”\, F. Chopin di Roma). \nNel 1993 ha vinto il concorso a cattedra per l’insegnamento nei Conservatori\, bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione. Sono al suo attivo varie incisioni discografiche\, radiofoniche e televisive; sue registrazioni sono state trasmesse da Radio Classica Milano\, Radio Vaticana\, Rai Radio 3\, Radio Svizzera Italiana (RSI)\, RadioCEMAT\, RadiostART e iHeartRadio Music Awards Los Angeles. \nHa effettuato varie produzioni per Musicisti Associati Produzioni (M.A.P.) su etichetta Lira Classica Milano. \nNel 2012 ha registrato un CD per la rivista musicale nazionale “Suonare News”\, con musiche di Mozart\, Clementi\, Weber\, Chopin\, Zangelmi e Margola. Ha realizzato produzioni discografiche su musiche dei compositori Francesco Marino\, Nino Rota\, Marco Enrico Bossi\, Piero Luigi Zangelmi\, Franco Margola e l’integrale delle sonate di Domenico Cimarosa per l’etichetta Diapason. \nRecensioni sono state pubblicate sui quotidiani Il Tempo\, Il Messaggero\, Il Corriere della Sera\, Il Centro\, Il Mattino\, Il Tirreno\, La Nazione\, La Nuova Sardegna e su riviste musicali quali Orfeo nella Rete\, Musica e Scuola\, Suonare News. \nIl suo repertorio spazia dal periodo barocco alla musica contemporanea\, con particolare interesse per il ’900. Ha tenuto vari recital monografici e a tema su Bach\, Haydn\, Mozart\, Beethoven\, Schubert\, Mendelssohn\, Chopin\, Liszt\, il Settecento viennese e il Novecento russo\, francese e italiano. \nDedicatario ed esecutore in prima assoluta di composizioni scritte da Luciana Bigazzi\, Piero Luigi Zangelmi\, Massimo Colombo\, Giuseppe Cangini e Donato Russo. Ha trascritto ed elaborato per pianoforte la sonata per violino solo di J.S. Bach BWV 1001 e il “Volo del calabrone” di N. Rimsky-Korsakov. \nDal 2009 è socio ordinario del Progetto C.O.M.I. (Consorzio Operatori Musicali Italiani) con sede a Milano. \nMusicista versatile\, alla carriera solistica ha sempre affiancato\, con passione\, attività di camerista e accompagnamento pianistico\, soprattutto con gli archi. Ha collaborato per diversi anni con il Conservatorio “R. Franci” di Siena e collabora da sempre nei concorsi musicali\, in vari master e corsi di perfezionamento. \nHa insegnato pratica e lettura pianistica presso i seguenti conservatori: “N. Rota” di Monopoli (BA)\, “Vecchi-Tonelli” di Modena\, “U. Giordano” di Foggia (sezione di Rodi Garganico)\, “N. Sala” di Benevento\, “L. Canepa” di Sassari\, “L. Perosi” di Campobasso. Attualmente è titolare di cattedra presso il Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia. \nHa collaborato con l’Accademia “G.B. Viotti” di Grosseto. \nConsidera l’attività didattica strettamente complementare alla viva esperienza concertistica. \n
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SUMMARY:Fly me to the moon
DESCRIPTION:Mariangela Campoccia soprano\nCarla Ottavi soprano\nVanessa Rinaldi pianoforte \nLasciami volare fino alla luna per vedere che effetto fa giocare tra le stelle. Così si apre l’intramontabile classico Fly me to the moon\, scritto da Bart Howard nel 1954. Questo brano\, diventato poi un emblema della cultura musicale grazie all’interpretazione di Frank Sinatra del 1964\, è divenuto simbolo di un viaggio verso l’ignoto che non spaventa bensì incanta al punto da rappresentare il più prodigioso viaggio dell’umanità. Infatti\, come riportano gli stessi archivi della NASA\, sembrerebbe essere stato uno dei primi brani ascoltati sulla luna da un essere umano durante la missione Apollo 11 del 1969.\nCome Howard ci invita a guardare oltre i confini del nostro pianeta\, per poi vivere le più profonde sfumature di una storia d’amore\, noi oggi riscopriremo le brillanti stelle musicali del musical e della canzone d’autore americana attraverso brani dalle mille sfumature emotive. Dall’amore nostalgico nelle dolci melodie di Once upon a dream\, brano tratto dal musical Jekyll and Hyde del 1997\, dove Emma ricorda il felice passato prima degli esperimenti di Jekyll. Attraverseremo poi la speranza per una serenità in un luogo incantato che si trova al di là di un arcobaleno in Over the rainbow\, famosissimo brano cantato da Judy Garland e tratto dal film Il mago di Oz del 1939\, per poi sperimentare la gioia di vivere e godersi la vita nonostante le difficoltà in Cabaret dell’omonimo musical del 1966 e concludere con la gioia del ritorno in Hello\, Dolly! uno dei brani più famosi dell’omonimo musical del 1964.\nUn viaggio musicale che nasce da uno dei desideri che spinge l’evoluzione dell’umanità fin dai tempi antichi: la ricerca della meraviglia nell’ignoto. Eppure\, mentre guardiamo sognanti le stelle non ci accorgiamo che la più grande straordinarietà della vita si trova dentro di noi: nelle nostre emozioni\, talmente complesse e intrecciate da rendersi a volte sfuggenti alle parole\, ma perfettamente espresse attraverso le meraviglie della musica. \nMariangela Campoccia ha iniziato lo studio del Pianoforte in giovane età e\, dopo aver conseguito la maturità classica\, ha proseguito il suo percorso musicale studiando Canto con L. Marimpietri.\nHa continuato gli studi a Philadelphia (Usa) con M. Casiello\, docente presso il “Curtis Institute of Music”. Ha seguito corsi di perfezionamento sul Lied con B. Roman\, sul Canto Barocco con il M°M. Morgan e in Spagna con R. Meister.\nSi è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza.\nNel 2007 ha conseguito brillantemente la Laurea di II Livello specializzandosi in Canto Cameristico presso il Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni sotto la guida di S. Rigacci.\nHa frequentato i corsi di Direzione di Coro indetti dall’A.R.C.U.M. tenuti dal M° B. Zagni e dal M° A. Cicconofri.\nÈ stata premiata ai concorsi internazionali: “V. Bellini” – Caltanissetta\, “T. Schipa” – Lecce\, e al concorso per neo-diplomati di Cesena.\nSi è esibita per importanti Stagioni concertistiche in Italia\, all’Estero e in prestigiosi Teatri: Teatro Lirico-Lecce\, Teatro Piccinni-Bari\, Teatro Trieste-Caltanissetta\, Teatro Nuovo e Teatro Caio Melisso – Spoleto\, Teatro Verdi-Terni\, Amici della Lirica-Perugia\, Circolo Lirico-Imola\, Galleria Principe Eugenio-Torino\, Basilica S. Lorenzo Maggiore-Milano\, Deutsche Nationalkirche-Roma\, Ente Rocca-Spoleto\, Associazione Musicale Internazionale “R. Nicolosi”-Roma\, Festival dei Due Mondi-Spoleto\, Istituzione Musicale “Collegium Artis”- Roma\, “Festival di Natale” Caterini-Grecia\, “Fête de la Musique”-Parigi\, Todi Festival.\nHa effettuato tournée negli Stati Uniti\, Germania\, Svizzera\, Spagna\, Grecia\, Giappone.\nHa cantato come solista di formazioni cameristiche ed è stata interprete di numerosi recitals solistici di musica lirica e da camera. Solista nel repertorio sacro (“Gloria” e “Magnificat” di Vivaldi\, “Messa in Do” di Schubert\, “Requiem” di Mozart\, “Il Natale del Redentore” di Perosi\, “Stabat Mater” di Boccherini) è stata diretta da Maestri quali O. Ziino\, M. Marvulli\, H. Maier-Karius\, F. Maraffi\, F. Maestri\, C. Segoloni\, etc…\nVoce di soprano lirico\, duttile e di esteso registro\, il suo repertorio spazia dal periodo barocco alla musica contemporanea.\nHa ricoperto ruoli primari in opere di Mozart per “Roma Festival” (“Die Zauberflöte” e “Nozze di Figaro“); ha interpretato Mimi in “Bohème” di Puccini al Teatro Lirico di Lecce e altri ruoli del repertorio romantico (Adina in Elisir d’Amore\, Lola in Cavalleria Rusticana\, etc.).\nDedicatasi anche all’attività di M° preparatore di voci bianche\, ha curato le seguenti opere per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto: “Bohème“\, “Brundibar“\, “Werther” e la “Bella Dormiente” per la Scuola di Musica di Spoleto e Orvieto.\nIn occasione della 39ª Edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto\, ha preparato le voci infantili nell’Opera per bambini “Chip e il suo cane” del M° Menotti per la prima esecuzione in lingua italiana e sotto la regia dello stesso autore.\nHa trascritto e cantato in prima assoluta brani del periodo barocco italiano; si è dedicata\, inoltre\, alla ricerca ed esecuzione di Arie d’Opera e da Camera di compositori originari della città di Spoleto (L. Vittori\, A. Ferretti\, A. Onofri).\nInsegna Canto Lirico e Moderno presso la Scuola Comunale di Musica e Danza di Spoleto e di Campello sul Clitunno.\nHa tenuto corsi di vocalità per i seguenti cori polifonici: Canto Ergo Sum (Spoleto 2003)\, Coro S. Antonio di Narni Scalo (2005-06)\, Coro Lirico Umbro (Perugia 2006-07).\nAttualmente è membro onorario e solista del “Coro Lirico dell’Umbria”. \nCarla Ottavi\, laureata in Canto I livello e laureata in Psicologia\, presso l’Università “La Sapienza” in Roma\, ha continuato la sua formazione musicale con il M°L.Kozma e il mezzosoprano G.Banditelli. Nel 2007 ha conseguito brillantemente la Laurea di II livello in “Repertorio Cameristico” presso l’Istituto G.Briccialdi di Terni sotto la guida del soprano S.Rigacci. In codesto Istituto ha seguito laboratori di vocalità contemporanea con il soprano A.Caiello ed eseguito concerti con musiche di Casagrande\, Galante e Dallapiccola con il M° F. Maestri. Ha partecipato a seminari di Didattica della Musica con il M° S.Korn e di Storia Operistica con i Professori A. Chegai\, Mellace e L. Zoppelli. Vincendo una borsa di studio presso l’Accademia Chigiana di Siena (1987) ha seguito il Corso di Vocalità Operistica con il M° L.Kozma ed è stata scelta per la realizzazione di vari spettacoli tra cui “Il Ballo delle Ingrate” di C.Monteverdi sotto la direzione di A.Curtis\, come corista negli “Intermedi della Pellegrina” con la direzione del M° R.Clemencic e per la Prima esecuzione assoluta di “Due sonetti”\, testi di Cecco Angiolieri\, di G.Manzoni\, diretti dal M° R.Gabbiani. Oltre ad un vasto repertorio da Camera\, ha eseguito\, come solista\, concerti con brani d’Opera. Dal 1984 al 1994 ha fatto parte del Coro da Camera dell’Umbria partecipandovi anche come solista in tournée in Germania presso Tübingen e Rastatt eseguendo inoltre il “Miserere” di F.Durante sotto la direzione del M° G.Acciai. Dal 1987 è stata per moltissimi anni corista presso il Teatro Sperimentale di Spoleto partecipando a numerose produzioni operistiche\, anche come solista in “Sangue Viennese” di J.Strauss\, e a prime esecuzioni di opere contemporanee in piccole formazioni vocali. La sua attività didattica\, presso le Scuole Comunali di Musica dell’Umbria\, è durata oltre venti anni insegnando Canto Lirico\, Canto Moderno e Canto Corale presso le Istituzioni di Todi\, Spoleto\, Gubbio\, Città di Castello e Marsciano. \nVanessa Rinaldi inizia gli studi pianistici a 6 anni. Tra il 2019 e il 2021 consegue i diplomi di I e II livello presso l’Istituto superiore di studi musicali “G. Briccialdi”; per poi laurearsi\, col massimo dei voti\, in Musicologia nel 2024 presso l’Università La Sapienza.\nSegue diverse Masterclass pianistiche tra cui nel 2018\, presso l’Accademia del Festival della piana del cavaliere\, con il Maestro Carlo Guiatoli.\nHa partecipato a diverse rassegne pianistiche e concerti solistici suonando al Palazzo Primavera a Terni\, all’Auditorium Taborra a Civita di Bagnoreggio\, nel Teatro Clitunno a Trevi\, nella chiesa San Michele Arcangelo a Cesi e nella chiesa di Sangiorgio a Pereto.\nAmante della musica da camera collabora da anni con altri musicisti suonando in diverse formazioni di duo e trio\, tra cui la formazione con contrabbasso con la quale ha suonato al palazzo del Pegaso a Firenze\, presso la Biblioteca comunale di Terni; accompagnando il mezzo soprano Giada Frasconi per la rassegna della Festa della musica di Avigliano Umbro e altri ensemble vocali.\nDal 2018 collabora con diverse associazioni culturali e scuole musicali private\, tra cui la Scuola Comunale “A. Onofri” di Spoleto\, ricoprendo il ruolo di insegnante di pianoforte.\nNel 2022 collabora con l’Istituto superiore di studi musicali “G. Briccialdi” come pianista esterno per l’accompagnamento dei Saggi della classe di Contrabbasso. \n
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SUMMARY:Moreno Romagnoli Jazz for Two
DESCRIPTION:Moreno Romagnoli: sax tenore\nAntonio Cavallaro: pianoforte \nI brani più ricercati del Jazz rivisitati in chiave personale \n
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