luglio 2026
Dialoghi in Musica: Tra Sogno e Realtà
Daria Stachowicz: soprano Francesco Bottigliero: pianoforte Nella suggestiva cornice di Casa Menotti a Spoleto, un appuntamento musicale esclusivo che celebra l’incontro tra la nuova creazione contemporanea e la grande tradizione lirica europea. Il programma si apre con la prima esecuzione assoluta di due cicli di liriche del Maestro Francesco Bottigliero: Sagesse, su testi del simbolista francese Paul Verlaine, e Sabbie Mobili, su versi di Marilena De Gregorio. Queste nuove composizioni, insieme all’Hommage a G. Fauré, dialogano idealmente con le malinconiche…
Per saperne di più »Alfredo Conte
Alfredo Conte, pianoforte Il programma prende spunto dal tema del Festival di questa edizione, ovvero Radici. Ogni genere presentato ha un riferimento dal mondo “classico” e uno dalle avanguardie contemporanee. (studio, sonata, musica a programma, fantasia). - L.van Beethoven: Sonata op.109; - F.Liszt: Studio Trascendentale no.10; - T.Hosokawa: étude no.3 “Calligraphy”; - F.Liszt: Sonetto 104 del Petrarca; - T.Procaccini: da “Sogno Americano” op.220, no.1 Times Square; - A.Skrjabin: Sonata-Fantasia op.19 - M.Palmacci: “Movimenti liberi in forme chiuse” (prima assoluta) …
Per saperne di più »Itinerari della chitarra ispanicoamericana – Barrios, Lauro e De Lucia: passione latino-flamenca
Dino Rigillo, chitarra PROGRAMMA Augustin Barrios Mangoré: Julia Florida Vals Op.8 No.4 Contemplación La Catedral: Preludio “Saudade” Andante Religioso Allegro Solemne Mazurka Apasionata Heitor Villa-Lobos Chôros n.1 Antonio Lauro Carora Maria Luisa Valse Venezolano No.3 Vicente Amigo Tío Arango Paco de Lucia Monasterio del Sal Guajiras de Lucia Roland Dyens Tango en Skaï Dino Rigillo ha intrapreso lo studio della chitarra all’età di 11 anni presso il Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza. Si è diplomato giovanissimo nel…
Per saperne di più »Musica da Casa Menotti 2026 – Leo Gevisser, Spatio-Dimensionality
Leo Gevisser, pianoforte e lumatone Questo programma è concepito come un viaggio ininterrotto attraverso un’ipercoscienza dell’ambiente sonoro e delle sue mutevoli caratteristiche spaziali. In questo continuum, l’esperienza del deep listening è guidata dalle improvvisazioni di Leo Gevisser sulla tastiera isomorfica Lumatone, intrecciate a tecniche di field recording che ridefiniscono le coordinate spazio-dimensionali dell’ascolto. Il carattere intimo e introspettivo dell’Allemande e della Sarabande di Rameau dialoga con le frequenze del geofono, ancorando l’ascoltatore a un piano puramente interiore, per poi sfociare…
Per saperne di più »Musica da Casa Menotti 2026 – Xiaowen Shang
Xiaowen Shang: pianoforte Il programma tratteggia un’affascinante parabola speculare tra la tastiera barocca e la scrittura contemporanea. Al cuore del percorso si pone l’eredità di Girolamo Frescobaldi: la densità contrappuntistica delle Partite e il caleidoscopio degli “affetti” dialogano con l’estro e la passionalità di Domenico Scarlatti, la cui Sonata K32 funge da cornice ciclica che inquadra l’intero concerto. Questo legame con la tradizione non è però una mera rievocazione, ma un catalizzatore per la modernità. Se la Passacaglia Ungherese di…
Per saperne di più »Musica da Casa Menotti 2026 – Amore bruciante
Caroline Blair: soprano Katya Grabova: pianoforte Il presente programma delinea un itinerario estetico di incredibile densità concettuale e stilistica, teso a indagare il legame fecondo tra l’ethos della musica popolare e le declinazioni formali del modernismo. Spiccano come cardini strutturali le Quattro canzoni popolari di Luciano Berio, che fungono da dispositivo di mediazione tra memorie arcaiche e sensibilità modernista. Tale dialogo si riverbera anche nelle penombre della Mitteleuropa con Zemlinsky e Berg, dove il Lied si impregna di un cromatismo…
Per saperne di più »Musica da Casa Menotti 2026 – Paolo Tedesco e Filippo Piredda
Paolo Tedesco: violoncello Filippo Piredda: pianoforte Un viaggio affascinante attraverso l’anima del violoncello, dove il dialogo con il pianoforte si fa specchio di quattro epoche e sensibilità. Il percorso si apre sulle soglie del Romanticismo con la Sonata op.102 n.1 di Beethoven, un’opera ‘libera’ che mette in discussione e infrange le forme classiche, per inseguire una trascendenza spirituale e intricati giochi polifonici. Segue il lirismo appassionato di Mendelssohn con la sua travolgente Sonata n. 2, tra scherzi virtuosistici dal ritmo…
Per saperne di più »Musica da Casa Menotti 2026 – Maxime Giraud e Vincent Thomann
Maxime Giraud: flauto traverso Vincent Thomann: oboe Storicamente radicati nelle tradizioni pastorali e galanti dell’epoca barocca e classica, l’oboe e il flauto – strumenti dal timbro al tempo stesso cristallino e ovattato, languido e aspro, sognante e malinconico – hanno attraversato una radicale trasformazione meccanica, acustica e, addirittura, filosofica nel corso dei secoli, culminata nelle estreme decostruzioni (e ricostruzioni) dell’avanguardia del secondo Novecento. In questo concerto i due strumenti si alterneranno in pezzi solistici e suoneranno insieme, affrontando, in un…
Per saperne di più »Musica da Casa Menotti 2026 – Trio Fantasma
Merel Beelen: pianoforte Josephine Egede Franyó: violino Magnus Franyó: violoncello Il compositore danese Vagn Holmboe (1909-1996) rappresenta una delle voci più significative, originali e influenti del modernismo scandinavo. Autore estremamente prolifico, con un catalogo imponente che sfiora le 400 opere, Holmboe sviluppò un linguaggio musicale radicalmente alieno sia dagli eccessi sentimentali del tardo Ottocento, sia dalle complessità contorte e spesso ‘disumanizzate’ delle avanguardie seriali del secondo dopoguerra. Il suo Trio per pianoforte op.64 svela un nitido e vasto paesaggio nordico:…
Per saperne di più »Musica a Casa Menotti 2026 – Ruben Xhaferi
Ruben Xhaferi: pianoforte «Chopin era il più grande di tutti noi perché ha scoperto tutto solo attraverso il pianoforte». Con queste parole Claude Debussy suggellava perentoriamente il contributo rivoluzionario del compositore polacco alla storia della musica occidentale, riconoscendo la spinta progressiva nello sviluppo delle potenzialità tecniche ed espressive del pianoforte. Composti tra il 1829 e il 1832, gli Studi op.10 si inseriscono in questo processo rivoluzionario, occupando una posizione prominente. Con l’op. 10 Chopin realizzò, infatti, una sintesi senza precedenti…
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